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“Dal seme al cibo” per Africa e America Latina, Mcl in campo per la solidarietà

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L’origine dell’iniziativa di solidarietà è nelle parole del Pontefice: «L’ottava opera di misericordia voluta da papa Francesco in quest’anno di Giubileo Straordinario è la cura della casa comune. Questo progetto di cooperazione allo sviluppo, che punta a sostenere 10.000 famiglie del sud del Mondo, va in tale direzione». Lo spiega il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, illustrando in un’intervista a Zenit – Il mondo visto da Roma la nuova edizione, lanciata per questo Natale, della campagna solidale internazionale «Dal seme al cibo», organizzata con il Cefa, la onlus creata dal compianto Giovanni Bersani.  

Costalli esordisce commentando le reazioni controverse all’enciclica Laudato si’: «Quante critiche! E quanti tentativi di insabbiarla! Soprattutto i passaggi sull’ecologia integrale… Ma il nocciolo della dottrina sociale – esclama – è questo: la preferenza per i poveri, che sono anche quelli italiani, che sono anche i migranti, ma che sono prima di tutto quei milioni di sfruttati che vivono nelle periferie geografiche del mondo». Bisogna «aiutarli a costruire l’Italia a casa loro».  

Poi spiega: «Dal seme al cibo» consiste nella fornitura di «un modello di intervento altamente efficiente per la lotta alla povertà migliorando le condizioni di vita delle popolazioni più svantaggiate. Il 17 e 18 dicembre, in tutte le città d’Italia, ci sarà la raccolta fondi per finanziare progetti del Sud Sudan, dell’Ecuador, della Somalia e del Marocco». Ma non «aiuti a pioggia», precisa, bensì «mirati alle famiglie, grazie al know how del Cefa».  

Il Presidente Mcl sostiene che cooperazione e assistenza non sono alternative: «È illusorio pensare di arrestare l’accoglienza intervenendo nei Paesi d’origine: la situazione è gravissima, nel mondo una persona su nove è colpita da fame e malnutrizione, 805 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare e la stragrande maggioranza di questi – 790 milioni – vive in Paesi in via di sviluppo, dove il 13,5% della popolazione soffre di malnutrizione. Però è corretto intervenire per limitare le migrazioni, sensibilizzando la popolazione italiana a sprecare meno e ad essere più solidale». Tutto ciò contribuirà alla comprensione del «senso dell’accoglienza e persino il legame che ci rende tutti europei». 

Costalli cita un esempio dell’impiego del denaro raccolto: «Abbiamo sostenuto un programma per contrastare la fame a Kilolo, a sud-ovest della Tanzania. Qui, grazie anche al sostegno dato all’Associazione per lo Sviluppo della Comunità di Kilolo, nata nel 2004 per iniziativa dei Padri Francescani della missione di Pomerini, è stato possibile garantire agli agricoltori e alle famiglie contadine della zona formazione e assistenza tecnica in agricoltura e zootecnia, accesso agevolato ai fertilizzanti e ai servizi di meccanizzazione, migliori opportunità di commercializzazione dei propri prodotti». Puntualizza che non «abbiamo aiutato solo le famiglie contadine di Kilolo, ma anche i soggetti vulnerabili del territorio (persone malate di Hiv/Aids, vedove, persone disabili, anziani)».  

In generale, Mcl e Cefa, tramite «corsi di formazione su tecniche agricole, coltivazioni in serra, produzioni di fertilizzanti, tecniche di stoccaggio e di macinazione, tecniche di allevamento per animali da cortile, vanno a incidere sulla vita quotidiana di oltre 10.000 destinatari finali dell’attività di cooperazione». Adesso in particolare si soffermano «su altri fronti», quali «quello delle grandi povertà create da guerra e terrorismo: Somalia e Sud Sudan». 

Pensando alle migrazioni, Costalli afferma che, «oltre a promuovere il giusto processo di integrazione, dobbiamo concepire dei correttivi, perché rischiamo di essere travolti da questo tsunami – avverte – l’accoglienza passiva non regge più, bisogna mettere in campo delle azioni di cooperazione utili a ridurre il flusso».  

La fonte di questa ispirazione è il Vescovo di Roma: «L’ottava opera di misericordia voluta da Francesco in quest’anno di Giubileo Straordinario è la cura della casa comune e il nostro pianeta ha bisogno di un radicale cambiamento di rotta. Francesco ci ha invitato a fare un esame di coscienza e questo progetto di cooperazione allo sviluppo va in tale direzione». 

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