Spiritualità

Le armi di Dio contro Satana: il dono della profezia

Quarto contributo sul benessere spirituale: Elia e il potere dell'obbedienza

Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” (Dante, Inferno, Canto 26). La vita spirituale è una battaglia costante per ricordare da dove veniamo e dove siamo diretti.

Le strategie di Satana, come abbiamo visto nei miei ultimi tre contributi, girano intorno al rifiuto: di accettare l’autorità legittima (la strategia di Gezabele), di esercitare l’autorità legittima (la strategia di Acab) e di adorare in modo degno (la strategia di Caino). Tutte e tre le strategie sataniche sono radicate in una sorta di furto di identità – tutte rubano ai cristiani la loro identità di figli e figlie adottivi di Dio, eredi del Suo Regno. Satana vorrebbe farci credere che siamo orfani gettati in un mondo ostile, e che (prosegue la menzogna) Satana comprende i nostri dolori, le nostre paure e le nostre aspirazioni, e possiamo stringere un patto con lui per ottenere quello che meritiamo.

Gesù ha avvertito del fatto che saremmo stati soggetti ad attacchi costanti (Luca 22, 31), ma il nostro Padre Celeste non ci ha lasciati senza difesa. Per ciascuna delle tre strategie sataniche descritte, Dio ha offerto un’arma sacra, un rimedio divino per resistere saldi agli schemi di Satana.

Gezabele, leggiamo nel primo Libro dei Re, è la pagana seducente sposata con Acab, il re incapace di Israele. Lo assilla e lo persuade, e alla fine stabilisce il culto diabolico di Baal in Israele. L’arma di Dio contro di lei è il grande profeta, Elia.


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Gezabele rappresenta la disobbedienza alla parola di Dio proclamata. Padre Richard John Neuhaus ha affermato che “l’unico rimedio alla disobbedienza è più obbedienza”. Elia rappresentava quella obbedienza. Ha ricevuto la Parola di Dio e l’ha diffusa come Dio gli aveva ordinato di fare, anche a costo di correre un grande pericolo. Non è rimasto in silenzio né ha ha trascurato il male fatto a Israele per via dell’idolatria promossa da Gezabele.

La sfida per noi oggi è che l’opera del profeta, come mostrata attraverso Elia, contraddice la falsa pace con cui cerchiamo di confortarci mentre razionalizziamo la nostra disobbedienza. Avendo ricevuto la Parola di Dio, Elia era “critico”, “divisivo”, tutto fuorché “inclusivo”. La chiamata alla santa obbedienza, come incarnata dai profeti e illustrata da Elia, è stata perfezionata da Cristo.

Satana ha cercato varie volte di deviare Gesù dalla croce. Ha cercato di proporgli un “affare” migliore della volontà del nostro Padre Celeste. In altre parole, Satana ha cercato di rubare l’identità di Gesù, di fargli dimenticare che era un figlio. Sicuro della sua identità come figlio amato e unigenito del nostro Padre Celeste, Gesù, che è il Verbo di Dio, ha obbedito alla volontà di Suo Padre e ha accettato la croce come strumento della nostra redenzione.

Quell’obbedienza trionfante e fruttuosa di Gesù è immortalata nel glorioso inno dell’epistola di San Paolo (Filippesi 2, 6-11):

“… pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”.

Qual è l’arma santa della profezia, e come dev’essere brandita contro la strategia satanica di Gezabele? Nella sua essenza, la profezia è un ascolto e un agire pronto in base alla parola di Dio da parte di colui che si offre completamente alla volontà, alla saggezza e alla bontà del nostro Padre Celeste. È la prontezza a valutare – e poi a lodare o a denunciare – tutto ciò che troviamo alla luce della Parola che Dio ci ha rivolto.

La profezia non negozia con l’idolatria o la disobbedienza. Non baratta le promesse di Dio per le seduzioni del mondo e le bugie di Satana. Non permetterà che venga rubato ciò che può essere donato solo da Dio.

L’Avvento è un periodo di grazia speciale per immergerci nelle parole dei profeti biblici e per ricordare la fedeltà di Dio alle sue promesse. È un momento per abbracciare la nostra identità come figli e figlie di Dio. È un periodo per decidere di completare il viaggio verso la nostra unica vera casa – il cuore di nostro Padre –, dove c’è già un banchetto preparato per noi. In questo Avvento, liberiamoci di tutto ciò che ci impedisce di compiere questo viaggio.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Michael

padre Robert McTeigue, SJ

è membro della provincia del Maryland della Compagnia di Gesù. Docente di Filosofia e Teologia, ha insegnato nell'America Settentrionale e Centrale, in Europa e in Asia, ed è noto per le sue lezioni di Retorica ed Etica Medica. Ha una lunga esperienza di direzione spirituale, ministero di ritiri e formazione religiosa, e attualmente è impegnato nel ministero pastorale nelle parrocchie.
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