Spiritualità

I “Secret Santa” per l’anima: come adottare spiritualmente una persona a noi cara

Quando si dà il dono dell'adozione spirituale, il destinatario non dovrebbe mai saperlo

I “Secret Santa” per l’anima: come adottare spiritualmente una persona a noi cara

pixabay

Quando ero bambina, i preparativi per il Natale iniziavano già alcune settimane prima del Giorno del Ringraziamento. La mia famiglia aveva una serra, e producevamo di tutto: vendevamo ghirlande all’ingrosso, corone, e piante per la copertura delle tombe. Arrivavamo al Natale sempre presi da mille cose, senza riuscire a concentrarci spiritualmente sull’Avvento e sull’arrivo del Messia.

Il giorno di Natale per me era sinonimo di “pile di scatole ben incartate sotto l’albero”. Una volta che tutti i pacchetti erano messi lì, noi bambini potevamo aprire quelle scatole tutti insieme, rivelando i doni nascosti.

Spesso non riuscivo ad esprimere il mio entusiasmo. Non che da bambina non fossi grata per quei regali, anzi; ma ero piuttosto sopraffatta dal carattere “eccessivo” di quella tradizione.

Alcune volte mi sono allontanata dal rituale dell’apertura dei regali, sedendomi sulla poltrona ad osservare gli altri. Mi piaceva ammirare la loro gioia, e aspettavo di vedere se tizio o caio avesse aperto il mio regalo. Fare un regalo mi dava un senso di calma. Ne ero come rinnovata.

Oggi, fare dei regali in modo anonimo – partecipando al gioco del “Secret Santa” insieme agli amici più stretti — mi dà una gioia particolare.

Considerando il mio ruolo attivo nella preghiera di intercessione, sono particolarmente legata all’idea dell’anonimato.

Preferisco pregare per un’altra persona “adottando” quell’anima per un anno. All’inizio l’ho fatto per un mese, ricercando il perdono in situazioni particolarmente difficili nella speranza di portare guarigione alle nostre anime. Era un atto deliberato di fede, un modo per affermare che – sebbene una situazione fosse terribilmente indimenticabile – saremmo potuti andare avanti.


LEGGI ANCHE: Come pregare quando qualcuno ti fa soffrire?


Ben presto questa pratica mi portò a sviluppare un profondo senso di pace. Iniziò a sembrarmi un atto d’amore, più che un’opera da dover compiere. La gioia di accompagnare l’anima (anzi, l’intera persona) in un viaggio spirituale era un dono che davo con gioia a Nostro Signore. Un modo per ringraziare Dio per benedizione del poter pregare per un’altra persona. Essere intercessori significa avanzare delle richieste per un’altra persona, un futuro santo, in un’intensa comunione di preghiera; in qualsiasi situazione stiamo affrontando nella nostra vita.

La preghiera che unisce i frutti dello Spirito all’adozione spirituale, è un frutto che cresce con facilità nel giardino dell’anima.

Innanzitutto devi aprirti ai bisogni di una persona in particolare, per poter pregare per lei. Adotta soltanto una persona (vivente) all’anno. Potrebbe essere una madre con delle sfide particolari, un’amica affetta da una malattia cronica, il tuo meccanico che è assillato da dubbi sulla religione, un immigrato che sta cercando di trovare la sua strada, o forse uno studente “senior” che sta per intraprendere un nuovo corso di studi.

Una volta che lo Spirito Santo ti indica come discernere la persona giusta, scegli un giorno che abbia un significato particolare (che sia ogni anno lo stesso) per iniziare l’adozione. Potrebbe essere Natale, il primo giorno dell’anno liturgico, il Capodanno, il giorno del tuo santo patrono oppure, come ho fatto io, Ognissanti.

In un anno l’anima che hai adottato spiritualmente sarà parte della tua vita quotidiana, che si sposa bene con l’idea del “pregare incessantemente“. Ecco alcuni suggerimenti, ma sono sicura che te ne verranno altri in mente:

  • Inserisci la persona alle tue preghiera mattutine e serali.
  • Recita una decina (o un rosario intero) per lui o lei.
  • Quando visiti una chiesa che ha delle candele votive, accendine una per la persona che hai adottato spiritualmente.
  • Quando stai facendo le tue faccende, offri una rapida preghiera giaculatoria, come  “Gesù, benedicilo/la con la Tua grazia”.
  • Di tanto in tanto, quando ti viene in mente quella persona, recita il Memorare includendo il suo nome alla fine; “…Non volere, o Madre del Verbo,disprezzare le mie preghiere [per _____], ma ascoltami benevola ed esaudiscimi…”
  • E le offerte? Sì, dona al Signore per conto della persona adottata spiritualmente.
  • Immagina quell’anima accompagnarti durante l’Adorazione.

Raramente dico alle persone di averle adottate spiritualmente. Ci sono state alcune occasioni in cui ho sentito dentro di me che quelle persone avevano bisogno di sapere che qualcuno le sostenesse. In questi casi condivido con loro le mie intenzioni, chiedendo loro di aggiornarmi sulle loro esigenze nel periodo in questione.


LEGGI ANCHE: Vuoi che Gesù ti insegni ad avere empatia per gli altri?


In questo modo si sviluppo un’amicizia speciale, che supera lo spazio e sfocia nell’eternità. È un modo per aiutare una persona ad aumentare il desiderio di accogliere l’altro, di cooperare con la volontà di Dio.

C’è l’anticipazione della gioia che queste persone sentiranno quando un giorno entreranno nell’eternità e sarà svelato il loro dono segreto. E conservo la speranza che gli amici che ho adottato spiritualmente si rallegreranno davanti alle preghiere segrete che li hanno portati più vicini a Dio.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

350dcameracanondigitalslr

Margaret Rose Realy, OBL. OSB.

è un'oblata benedettina e autrice del The Catholic Gardener’s Spiritual Almanac. Ha un blog su Morning Rose Prayer Gardens.
Pubblicità
Pubblicità
LOADING...