Spiritualità

“Lui, che ha reso la vita di molti un inferno, se è entrato all’inferno ora soffre ad occhi aperti”

Le dichiarazioni del sacerdote esorcista José Fortea su Fidel Castro sembrano dure, ma sono il giusto ricordo della nostra responsabilità

“Lui, che ha reso la vita di molti un inferno, se è entrato all’inferno ora soffre ad occhi aperti”

Creative Commons

Il noto esorcista spagnolo padre José Fortea ha scritto alcune riflessioni sulla morte di Fidel Castro che hanno colpito molto il pubblico la settimana scorsa. Ci sono state critiche contro il sacerdote, accusato di essere un “giudice senza misericordia”, ma anche molte lodi del suo coraggio di ricordare che la salvezza eterna non è automatica: come ha osservato Sant’Agostino, Dio ci ha creato senza di noi, ma non ci salverà senza di noi.

Ecco le riflessioni di padre Fortea:

“Dio gli ha dato 90 anni perché la sua anima si convertisse, per comprendere, per chiedere perdono. Chiedere perdono alle sue migliaia di vittime, ai suoi milioni di oppressi… Chiedere perdono a Dio, a se stesso. Perdonarsi per il fatto di continuare a vivere con dignità, di non vivere con il rimorso, oppresso dal peso di una colpa schiacciante, di non vivere come Macbeth, come un animale rinchiuso, rinchiuso e roso dalla propria coscienza.

Ora il tempo di Fidel Castro è finito. Ora non c’è più forza, né santo, né angelo che possa ottenergli il perdono. Lui che ha giudicato tanti è ora giudicato e non troverà più perdono in questo mondo, né in cielo.

Fidel Castro, che non ha avuto pietà per tanti che imploravano da lui misericordia, se non ha trovato il perdono non lo troverà mai più. Lui, che ha reso la vita di molti un inferno, se è entrato all’inferno ora soffre sicuramente ad occhi aperti. Lui che ha sempre tenuto chiusi gli occhi della coscienza ora vede. All’inferno o nelle spaventose dimore della purificazione, destinate a mostri come lui, Fidel ora si vede soffrire… Ma finalmente vede.

Ora non servono a nulla le innumerevoli manifestazioni in Plaza de la Revolución che possono elevare il suo onore, né tutti gli articoli sul quotidiano del suo partito. Nulla di tutto ciò serve più. Ora è solo, con la sua anima. Chiuso nella terribile prigione della sua anima. Nel regno scuro di Satana o nelle prigioni immateriali della purificazione, il suo destino lo attendeva. Per 90 anni, il suo destino eterno lo ha aspettato.

Ma quello che so è che è nell’una o nell’altra dimora, e non ci resta alcun dubbio sul fatto che la Giustizia si sia abbattuta sulla sua anima piccola e miserabile. L’unico dubbio, l’unico, è se la sua terribile situazione durerà secoli o secoli senza fine!”.

Padre Fortea non ha mai affermato che Fidel Castro sia stato condannato all’inferno, lasciando intendere chiaramente che l’ex dittatore potrebbe aver ricevuto la possibilità di andare in Purgatorio.

La considerazione per cui la vita eterna è una conquista e non una garanzia sembra dura, ma è stata insegnata da Cristo stesso. La Chiesa non ha solo il diritto di ricordare questa certezza di fede: ha il dovere di farlo.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

LEGGI ANCHE: Papa Francesco, Cuba e Fidel

Pubblicità
Pubblicità
LOADING...