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Ha vinto il “NO”. Renzi si dimette da premier

Il segretario del PD, preso atto del risultato, ha annunciato che incontrerà Mattarella lunedì pomeriggio per lasciare l'incarico

Ha vinto il “NO”. Renzi si dimette da premier

Libero

Come previsto da tempo dai sondaggi, che tuttavia non avevano né predetto la dimensione del “NO” né tanto meno l’affluenza, che ha sfiorato il 70%, il referendum è stato respinto. Il risultato, ormai abbastanza stabilizzato è un netto 60% per il fronte che era contrario alle modifiche della Costituzione. A favore, ovviamente, poco più del 40%. Nettamente indietro.

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(Qui per il dato ufficiale e definitivo del Viminale)

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, a mezzanotte e venti, si è presentato, a Palazzo Chigi, alla stampa per una assunzione di responsabilità circa la sconfitta del fronte del “SI” dando le dimissioni e annunciando che lunedì pomeriggio riunirà il Consiglio dei Ministri per poi recarsi dal Presidente Sergio Mattarella per rimettere il suo mandato nelle mani del Capo dello Stato.

non è mancata l’ironia in rete

Sono molte le incognite che ancora sono presenti primo fra tutti chi lo sostituirà alla guida del Paese e per quanto tempo. Verosimilmente le consultazioni durano anche un paio di settimane, ma considerando la necessità di varare una legge di stabilità e molto probabilmente una nuova legge elettorale, un nome che si fa plausibile è un interim del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Difficilmente si arriverà alla scadenza naturale della legislatura (febbraio 2018). Il resto delle questioni, circa la vita politica di Renzi, si spostano tutte sul lato del suo ruolo di Segretario del PD: Lorenzo Guerini durante la nottata di attesa dell’esito del voto ha parlato di una Direzione Nazionale da convocarsi già martedì e lì – probabilmente – dare disponibilità del proprio mandato e aprire la fase congressuale e – forse – tentare una nuova legittimazione e restare in sella.

Nella giornata di domenica, oltre all’alta affluenza, c’è stata una “curiosa” polemica circa le matite dei seggi che ha avuto come “capofila” il cantante Piero Pelù. Il Viminale ha tranquillizzato gli elettori con una nota spiegando come non ci siano rischi di brogli, come – effettivamente – nessuno potrebbe sostenere ad urne chiuse.

 

rodrigo

Lucandrea Massaro

Giornalista professionista (2010), laurea magistrale in Scienze delle Religioni (2009). Ha collaborato con la divisione radiofonia della Rai e con alcune testate del mondo del lavoro.  Co Editor e social media manager di Aleteia.
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