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MUNIR UZ ZAMAN/AFP/Getty Images

Il grido di Abramo riecheggia ancora oggi: “Io sono forestiero…”

Foto del giorno: 29 novembre 2016

Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla. Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti: «Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e seppellirla –(Genesi 23)

Dopo 4mila anni, il grido di Abramo continua ad echeggiare in tutto il mondo

26 NOVEMBRE: Alcuni rifugiati Rohingya lavano il corpo del piccolo Alam, di appena 6 mesi, prima di seppellirlo. Ci troviamo nel campo profughi di Teknaf, un distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh.

La breve vita di Alam si è spenta il 26 novembre in una tenda buia e logora. Il corpo scheletrico del piccolo Rohingya non è riuscito a vincere le malattie contratte durante la fuga dal Myanmar, dopo il suo popolo – senza stato – è sotto attacco. Aveva sei mesi. Alam è morto alcune ore dopo essere arrivato nel campo profughi improvvisato nei pressi di Teknaf, alle porte di Cox’s Bazar, una zona costiera poverissima e densamente popolata, dove vivono oltre 230mila rifugiati Rohingya.