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Francia, blitz delle teste di cuoio libera 60 monaci presi in ostaggio

Morte e terrore tornano a scuotere la Francia. Nel Paese blindato per l’allerta terrorismo e a pochi giorni dallo sventato attacco in alcuni siti di forte richiamo turistico, tra cui Disneyland Parigi e il mercatino di Natale degli Champs-Elysées, un individuo armato ha fatto irruzione in una casa di riposo per missionari cattolici a Montferrier-sur-Lez, dieci chilometri a nord di Montpellier. 

Intorno alle 22 l’uomo, che nella notte si è dato alla fuga, si è asserragliato all’interno della struttura di tre piani. Secondo i primi elementi, ha prima legato e imbavagliato la guardiana all’ingresso al piano terra, poi l’ha uccisa colpendola con tre colpi di coltello. La guardiana incolume ha lanciato l’allarme alle forze dell’ordine che sono immediatamente intervenute all’interno della struttura. 

Intorno a mezzanotte e mezzo le teste di cuoio sono penetrate all’interno della missione. Hanno prima trovato il corpo senza vita della donna e poi sono saliti ai piani superiori dove hanno messo in salvo i 59 monaci presenti. Nessuna traccia, invece, del killer, che è scappato e ieri a tarda notte era ancora in fuga. Di lui non si conosce l’identità né la motivazione del gesto. Gendarmerie e Police Nationale hanno lanciato una vasta operazione di ricerca nella regione. A tarda notte la prefettura ha parlato di «azione criminale» senza evocare il terrorismo. 

In Francia, alla vigilia delle Feste natalizie, la tensione è altissima. «Mai la minaccia terroristica è stata così elevata sul nostro territorio», ha detto il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, annunciando nei giorni scorsi il nuovo attacco sventato dopo l’arresto nel fine settimana di una cellula terroristica tra Strasburgo e Marsiglia. «Dalle indagini ancora in corso emerge che il passaggio all’azione era previsto per il primo dicembre», ha precisato una fonte vicina all’inchiesta che dopo mesi di ricerche ha portato alla vasta retata. Dalle ricerche internet effettuate dai presunti terroristi arrestati sono emersi «una decina» di potenziali obiettivi. Tra questi, il mercatino di Natale degli Champs-Elysées – la celebre avenue tra Place de la Concorde e l’Arco di Trionfo frequentatissima dai turisti – il parco divertimenti di Disneyland Paris, nel sud della capitale, ma anche diversi bistrot del ventesimo arrondissement, una stazione della metro e diversi luoghi di culto. «Radio France Info» aveva aggiunto il Palazzo di Giustizia di Parigi, «Le Figaro» la stazione Charonne della metropolitana come anche una mediateca. 

Il fermo dei cinque sospetti avvenuto nel fine settimana (due, nel frattempo, sono stati rilasciati) è stato prolungato nella notte tra ieri e oggi oltre le 96 ore, una disposizione valida solo in caso di minaccia imminente o per esigenze di cooperazione internazionale. Durante l’interrogatorio uno dei fermati ha riconosciuto l’esistenza di un nuovo piano di attacco alla Francia. Tra l’altro, ha evocato come obiettivo il 36 Quai des Orfèvres, storica sede della polizia giudiziaria affacciata sulla Senna. La protezione attorno all’edificio è aumentata, così come quella attorno agli uffici dell’antiterrorismo Dgsi, anch’essi sotto la lente dei potenziali terroristi. «Il livello della minaccia è tale – ha scritto il patron della Dgsi ai suoi uomini – che non possiamo riposarci in nessun caso sugli allori… inutile nasconderlo: la sfida è immensa e dobbiamo raddoppiare la vigilanza. I nostri nemici non arretreranno di fronte a nulla». Alcuni componenti della cellula erano rientrati dalla Siria, altri erano in contatto con un presunto mandante nei feudi dell’Isis. 

Gli arresti di Strasburgo sono scattati nei quartieri di Nehof e Meinau, gli stessi in cui venne smantellata una cellula dell’Isis di cui faceva parte Karim Mohamed-Aggad, condannato a 9 anni e fratello di Fouhed Mohamed-Aggad, uno dei kamikaze del Bataclan. Dall’inizio dell’anno sono 418 le persone arrestate dall’antiterrorismo: di queste, 143 fermate dal primo settembre. E nel 2016 sono stati sventati più di 20 attentati. In Francia lo stato d’emergenza è previsto fino a gennaio ma il presidente Hollande ha proposto di prolungarlo fino a maggio 2017, a conclusione delle elezioni presidenziali. 

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