Salute

Jake Bailey, sopravvissuto al cancro: “La mia salute è al 100%”

Diventato famoso per un toccante discorso di fine anno al liceo, ha vinto la lotta contro la malattia

L’adolescente di Christchurch (Nuova Zelanda) che ha ispirato il mondo dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore ha recuperato pienamente la salute.

Jake Bailey, che era stato colpito dal linfoma Burkitt non Hodgkin, ha detto a Breakfast “Mi sento al 100%”.

“Tutto quello che possiamo fare in futuro è sperare il meglio e assicurarci che tratti bene il mio corpo”, ha aggiunto. “Mi godo ogni giorno. Mangiare sano, riposare abbastanza, evitare lo stress eccessivo, rimanere in forma”.

Il messaggio di Jake è semplice e sentito: “Non date le cose tanto per scontate”.

“Tutti i clichés sono veri. Ogni giorno non è scontato, e bisogna approfittarne al massimo”.

Nel 2015 Jake aveva colpito il mondo parlando alla fine dell’anno scolastico della Christchurch Boys’ High School da una sedia a rotelle.

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Una settimana prima del discorso, a Jake era stato detto che gli rimanevano appena tre settimane di vita se non si fosse sottoposto a certi trattamenti. Al momento della cerimonia di fine anno doveva essere in ospedale, ma è apparso in sedia a rotelle per pronunciare un intervento che ha ricevuto oltre 1,7 milioni di visualizzazioni su YouTube.

“Nessuno di noi esce vivo dalla vita. Non sappiamo dove finiremo, né quando finiremo. Per questo, siate coraggiosi, siate grandi, siate altruisti e siate sempre grati per le opportunità che avete; per l’opportunità di imparare da chi viveva prima di voi e da chi cammina accanto a voi”, ha detto in quell’occasione (Aleteia, 12 novembre 2015).

“Lasciate che siano gli altri a condurre una vita mediocre, non voi. Lasciate che siano gli altri a piangere e a preoccuparsi per le piccole cose, non voi. Lasciate che siano gli altri a lasciare il proprio futuro nelle mani degli altri, non voi. Il futuro è solo nelle vostre mani. Lasciate i sogni per il futuro, dedicatevi a raggiungere gli obiettivi più immediati”.

Jake ha ispirato un documentario che verrà diffuso il prossimo anno e la sua vecchia scuola gli ha dedicato un premio che verrà conferito per la prima volta la prossima settimana.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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