Spiritualità

Perché dobbiamo fare attenzione alla vedova del Vangelo e ai suoi spiccioli?

La sua vita semplice e tranquilla poteva sfuggire alla nostra attenzione, e per questo Gesù ha voluto sottolinearla

Perché dobbiamo fare attenzione alla vedova del Vangelo e ai suoi spiccioli?

Huldah sedeva su una sedia traballante al sole tiepido di inizio primavera con una tazza di tè acquoso e una crosta di pane. Quella mattina si sentiva particolarmente grata. Era grata per il fatto che la primavera fosse arrivata e che le fredde piogge fossero ormai finite. Il sollievo che l’aria secca portava alla sua artrite era mandato dal cielo.

Huldah apprezzava molto i suoi cugini, che avevano trasformato il capanno sul retro della loro proprietà in una piccola abitazione confortevole per lei. La sua famiglia estesa era stata molto buona con lei da quanto il marito era morto. Huldah era anche grata al negoziante che il giorno prima al mercato le aveva regalato uno splendido pesce. Diceva che non era riuscito a venderlo, ma Huldah sospettava che volesse semplicemente essere generoso. Il pesce era così grosso che Huldah aveva invitato la sua amica Dinah a condividerlo con lei. Era stato un pasto squisito.

Più tardi, quella mattina, Huldah si incamminò verso il tempio. Voleva offrire un dono speciale in onore della regina Ester, sua eroina fin da quando era piccola. Huldah non riusciva a far visita al tempio molto spesso, ma quel giorno voleva farlo. Aveva un paio di monete che aveva messo da parte proprio per quell’occasione. Dio era stato così buono con lei che voleva offrire qualcosa per il tesoro come espressione del suo apprezzamento. Dopo aver depositato le sue monete nella cassetta, notò un maestro che stava istruendo un piccolo gruppo di seguaci. Huldah concluse che dovesse essere il profeta di nome Gesù di cui le aveva parlato Dinah. Huldah recitò una piccola preghiera, chiedendo a Gesù di custodirlo.

Gesù ha invitato i suoi discepoli e invita anche noi a notare persone come Huldah. Era una donna notevolmente generosa, che donava al tesoro del tempio del denaro che avrebbe potuto facilmente e comprensibilmente usare per sé. La sua generosità derivava senza dubbio da un gran cuore. Non prestando troppa attenzione alle difficoltà della sua vita, Huldah riconosceva e apprezzava i piccoli doni di cui godeva.

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Era anche una donna caratterizzata da grande fiducia. Non era sicura di quale sarebbe stata la provenienza del suo prossimo pasto, ma non se ne preoccupava. Lasciava tutto nelle mani di Dio. Chiaramente, Dio era parte della sua vita. Lo salutava quando si alzava al mattino ed era consapevole della Sua presenza durante tutta la giornata.

Quando Huldah visitava il tempio, non voleva altro che offrire a Dio un piccolo segno del suo amore.

Gesù vuole che notiamo Huldah. La sua vita semplice e tranquilla avrebbe potuto passare inosservata, e quindi Gesù ha voluto accertarsi che venisse notata. Il suo esempio ci ispira a continuare a cercare una vita di gratitudine, generosità e fiducia. E la vita di Huldah ci incoraggia. In lei vediamo la grazia di Dio all’opera nel mondo. Ci viene ricordato che il Regno per cui preghiamo non solo è possibile, ma è già in mezzo a noi.

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Nota dell’autore: Sant’Ignazio di Loyola ci incoraggiava a usare la nostra immaginazione nel contemplare i passi della Scrittura per poterne trarre più frutto. Riflettendo sulla storia dei farisei e degli studiosi della legge, ho usato la mia immaginazione per aggiungere alcuni dettagli alla storia.

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Padre Dan Daly, S.J., è un sacerdote gesuita della Provincia Centrale e Meridionale degli Stati Uniti. Già professore di Contabilità ed Economia presso il Boston College e la Regis University, attualmente è tesoriere provinciale. Per molti anni ha presieduto Messe per studenti e parrocchiali. Si può seguire qui: http://www.facebook.com/DanDalySJ.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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