Spiritualità

Come ha influito sugli angeli la resurrezione di Cristo?

Non sono “spettatori passivi” del grande evento pasquale, al contrario...

Come ha influito sugli angeli la resurrezione di Cristo?

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La presenza degli angeli in tutta la vita di Nostro Signore è un aspetto che la Sacra Scrittura sottolinea apertamente: dall’incarnazione all’ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall’adorazione e dal servizio degli angeli (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 333)

In questo senso, i Vangeli ci mostrano la presenza dei santi angeli nell’evento che è al cuore della nostra fede: la morte e resurrezione di Nostro Signore.

Gli angeli chiedono alle donne che sono andate a cercare il corpo di Gesù al sepolcro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” (Lc 24, 5-6).

Questo annuncio degli angeli dell’evento fondamentale per la nostra fede dev’essere compreso all’interno del ruolo che questi occupano nel mistero della salvezza.

Ricordiamo i grandi annunci che si riferiscono in modo espresso e diretto alla persona di Gesù, il primo dei quali è quello di San Gabriele Arcangelo alla Madonna: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1, 28). “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20), dice l’angelo a San Giuseppe.

Il sant’uomo viene avvertito in sogno dal messaggero di Dio: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto” (Mt 2,13), e al momento dell’ascensione gli angeli dicono: “Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1,11).

Dai messaggi citati si deduce la presenza degli angeli non come semplici testimoni passivi degli eventi, ma come protagonisti dei misteri centrali della nostra fede, e quindi della storia della salvezza.

Se gli angeli sono protagonisti della storia della salvezza, com’è possibile metterli da parte?

Anche se è certo che il messaggio di salvezza è diretto agli uomini, ciò non significa che non si tenga conto degli angeli, che ci annunciano le grandi verità centrali della nostra fede.

Dio, nel suo piano salvifico, ha desiderato che fossero i santi angeli a trasmetterci i misteri della nostra salvezza. Per questo, nell’udienza generale del 6 agosto 1986 Giovanni Paolo II affermava che la Chiesa presta un grande servizio all’uomo proponendo con franchezza la verità sugli angeli.

Il loro ruolo si inserisce nel contesto di un’idea affermata da G.K. Chesterton: “La base del cristianesimo è il fatto che l’uomo è sacro”. Per questo, gli angeli sono al servizio dell’uomo.

Quando l’angelo annuncia la resurrezione di Nostro Signore, si annuncia una nuova creazione. Come ha detto papa Benedetto XVI il 25 aprile 2011, “la Risurrezione del Signore segna il rinnovamento della nostra condizione umana”.

La presenza dell’angelo nella resurrezione mostra che saremo come angeli e ci aiuta a capire cosa sia la resurrezione. I santi angeli sono infatti quelli che vedono costantemente il volto di Dio che è nei cieli (cfr. Mt 18, 10), esseri pieni di luce. Così li hanno visti le donne che si recavano al sepolcro, e quella luce deriva dall’amore di Dio.

La resurrezione ci dà l’amore che non si spegne, che brilla e risplende sempre. Come ha affermato papa Benedetto XVI celebrando la Veglia pasquale del 2006, “la semplice indistruttibilità dell’anima da sola non potrebbe dare un senso a una vita eterna, non potrebbe renderla una vita vera. La vita ci viene dall’essere amati da Colui che è la Vita; ci viene dal vivere-con e dall’amare-con Lui”.

È questo amore che ci trasmettono i santi angeli, che nelle nostre notti oscure ci dicono: “Non è nel sepolcro, quell’Amore vive, è vivo. Non lo cerchiamo tra i morti, perché è vivo”.

La resurrezione è allora un evento che abbraccia angeli e uomini.

Uniamoci ai nostri angeli per partecipare a questo amore trasformato. Uniamoci a loro per vedere che Gesù è vivo e per celebrare insieme a loro il trionfo di Gesù sulla morte.

 

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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