Chiesa

Le cinque sfumature dell’unione con Gesù

1) Vi lascio la pace, vi do la mia pace

È il criterio di verifica fondamentale. Gesù significa profondità della vita: il mare può essere agitato in superficie, ma in profondità è calmo. È lì che dobbiamo continuamente ritrovarci, e lì che siamo veramente noi stessi.

2) Voglio essere guarito?

Non basta pregare per la guarigione, perché potrebbe essere una richiesta formale, insincera, velleitaria. Voglio essere veramente guarito da Gesù? Voglio accogliere il suo dono, che può anche contraddire certi miei desideri radicati? Sono disposto a perdermi per ritrovarmi?

3) Uomo dei dolori, che ben conosce il patire

Abbiamo paura della sofferenza. Certe vite sono una lunga fuga dal dolore. Ma se fuggiamo dal dolore, fuggiamo dalla vita. Gesù è l’uomo dei dolori, che ben conosce il patire (Is 53,3), solo se vivo la sofferenza in unione con Lui posso sperare di integrarla e di non esserne disintegrato. Con Cristo, la sofferenza diventa offerta sanante, guarigione e liberazione dalla paura.

4) Non aver paura di sentire il mio amore per te

L’abitudine al peccato ci ha insegnato a diffidare di sentimenti e sensazioni : s’intrecciano spesso col senso di colpa, effetto di una cattiva coscienza. Dobbiamo riconquistare fiducia nel nostro mondo emotivo, e non c’è modo migliore che accogliere il nostro sentimento d’amore per Gesù. Ne abbiamo paura anche perché temiamo che ci costringa a cambiare radicalmente l’esistenza. Ma con Cristo ogni cambiamento è salutare e liberante.

5) Solo così posso imparare l’umiltà

L’amor proprio, come ha detto qualcuno, muore un quarto d’ora dopo di noi. L’orgoglio è una bestia che difende con le unghie e con i denti la propria posizione. Non c’è niente di più difficile che intaccare l’io. L’unico modo che Gesù ha per scalfirci è l’umiliazione: allora bene venga, anche se brucia, anche se fa male. È l’unica via per passare dal l’io al tu, dall’egoismo all’amore.

 

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Don Fabrizio Centofanti è cappellano al Santuario del Divino Amore.

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don Fabrizio Centofanti

E’ laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Prima della vocazione sacerdotale è stato collaboratore di Mario Petrucciani nella cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Numerosi suoi saggi e recensioni sono stati pubblicati in quegli anni su “Letteratura italiana contemporanea”, Rivista quadrimestrale di studi sul Novecento, diretta da Giorgio Petrocchi e Mario Petrucciani e “La Discussione”. Suo un saggio su Leopardi e Rebora inserito nella raccolta di Atti del convegno di Ancona sull’autore di Recanati, dal titolo Leopardi e noi. La vertigine cosmica. Edizioni Studium, a cura di A. Frattini, G. Galeazzi e S. Sconocchia. Ha partecipato a diversi convegni letterari fino al giorno in cui è entrato in seminario. E’ sacerdote diocesano a Roma dal 1996, parroco dal 2005. Ora opera al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel campo della spiritualità e dell’approfondimento della sacra scrittura. Studioso dei vangeli, tiene da molti anni una Lectio divina settimanale. Ha pubblicato: - un volume su Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993. (Nel 25° anniversario della morte è uscito per i tipi della Clinamen.) - uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L’immagine interiore dagli appunti sul messale, Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987) - numerosi saggi e articoli di natura letteraria. - Le parole della felicità, edito dalla Laurus Robuffo, 2005. - il libro di racconti Guida pratica all’eternità, Effatà editrice, Torino, 2008. - Pret(re) à portér, Effatà, 2010. - Non superare le dosi consigliate, Effatà, 2011. Nel 2011, la casa editrice Effatà ha pubblicato il primo romanzo, Ecco l’uomo. Il secondo, del 2012, Nessuno è più importante di te, è uscito con Amazon. Un saggio su Rebora si trova in Marino Magliani, Il magazzino delle alghe, Eumeswil 2010. Ha pubblicato, nel 2012, il volume di poesie Nomen omen. Con Clinamen ha pubblicato, nel 2012, il romanzo E’ la scrittura, bellezza! Per Effatà, nel 2012, il romanzo Stelle. Per Clinamen, nel 2013, il romanzo Yehoshua. Per Effatà pubblica ancora, nel 2013, Salva L'anima e Il Vangelo come non l'avete mai letto. E’ tra i fondatori della rivista “L’Attenzione”. E’ fondatore, insieme con Franz Krauspenhaar, del blog collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com), dove attualmente scrive. Le omelie sono raccolte nel blog Gesù per atei.
https://gesuperatei.wordpress.com