Stile di vita

Mio marito mi è stato infedele, come posso riuscire a perdonarlo?

L'infedeltà provoca un dolore così profondo che non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto

Ammiravo mio marito, ma i ricordi di questa ammirazione sono diventati una fonte di delusione e di amarezza. Oltre ad essere sposa e madre, sono stata una sua strenua collaboratrice perché terminasse il master, riuscisse a spiccare come professionista e venisse riconosciuto a livello sociale. A mia volta, aspettavo il momento giusto per riprendere una carriera interrotta con il desiderio di realizzarmi nella mia vocazione, anche se solo per un po’ di tempo per non togliere attenzione alla famiglia.

Dimenticando tutto, avevo fatto della mia vita un tappeto che lui potesse calpestare comodamente davanti alle sue sfide, alle sue difficoltà e alle preoccupazioni che lo attanagliavano. Ad ogni modo ero felice, lo amavo ed era tutto per me.

Quando ho scoperto la sua infedeltà, che durava da due anni e che aveva generato anche un figlio, sono rimasta scossa nel più profondo del mio essere.

Sapevo che mio marito continuava ad amarmi, che non lo avrei perso se non lo avessi voluto e che in qualche modo avrebbe reagito al suo errore, ma non ero sicura di riuscire ad accettarlo di nuovo né di voler portare avanti il nostro matrimonio. Ero profondamente addolorata.

Quando è arrivato il momento in cui ha affrontato la situazione con me, mi ha chiesto perdono e una seconda opportunità, al che ho risposto che ci avrei provato, ma in realtà dentro di me mi rifiutavo, perché la realtà dell’offesa era tale che pretendevo di ignorarla o dimenticarla per non dover perdonare, ma non ci riuscivo.

Quando il dolore è diventato più intenso, mi sono resa conto che era dovuto all’effetto dell’affronto rimasto dentro di me come conseguenza di qualcosa di non risolto, e che il veleno del risentimento mi scorreva dentro consumandomi.

Ho deciso allora di affrontare la verità e di prendere una decisione definitiva: andare avanti o farla finita.

È stato necessario sottoporre l’offesa a un’analisi rigorosa, vedere l’ingiustizia della quale ero stata oggetto in tutta la sua crudezza per essere consapevole di quello che avrei affrontato esattamente. Mi è servito il coraggio di vedere e toccare una ferita che giù suppurava e mandava cattivo odore; nel farlo, non potevo distorcere, scusare o ignorare, perché era necessario vedere il male faccia a faccia chiamandolo per nome, e solo con questo realismo avrei potuto prendere una decisione.

Ho deciso di andare avanti dando credito a mio marito, in attesa che pagasse il debito.

Barney Dannelke

Orfa Astorga

è una consulente familiare, con un master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia presso l’Università di Navarra.

Potete contattarla scrivendo a consultorio@aleteia.org