Chiesa

Ripristinare l’elemento verticale e divino nella Chiesa del post-Vaticano II

La nostra adorazione deve riflettere la croce, con un'estensione orizzontale verso gli altri e un'estensione verticale verso il cielo

Non molto tempo fa guidavo una missione in una parrocchia dei sobborghi con un edificio ecclesiale moderno a forma di ventaglio. L’accoglienza che ho ricevuto è stata gentile e amichevole, e la gente era ansiosa di conoscere meglio la propria fede. L’adorazione era semplice e informale, ma calorosa e centrata sulla gente. Il fine settimana successivo ho guidato una missione in una delle nostre cattedrali storiche. Le due esperienze di adorazione e i due edifici ecclesiali non avrebbero potuto essere più diversi.

La cattedrale era piena di splendide opere d’arte. La musica era edificante e solenne. L’architettura era imponente e il soffitto a volta faceva elevare gli occhi e il cuore. Il modo migliore di descrivere l’esperienza della cattedrale è dire che era verticale, mentre la chiesa dei sobborghi era orizzontale. Tutto nell’adorazione nella cattedrale mi elevava verso il cielo, mentre tutto nella chiesa dei sobborghi faceva concentrare la mia mente e il mio cuore sulle persone presenti. Questo scontro tra verticale e orizzontale nel cattolicesimo americano riguarda più dei diversi tipi di edifici.

Dopo il Concilio Vaticano II, c’è stato un reale tentativo da parte dei teologi e dei liturgisti di democratizzare la fede cattolica e renderla più “people friendly”.
Oltre al fatto che la liturgia veniva celebrata in lingua volgare, il sacerdote guardava i fedeli e l’assemblea sedeva in modo circolare o semicircolare intorno all’altare. L’edificio ecclesiale e la liturgia sono stati considerati molto più come il pasto condiviso della famiglia di Dio che come il santo sacrificio della Messa – offerto dal sacerdote a nome dei fedeli. La musica moderna che si è sviluppata nelle comunità cattoliche era spesso più concentrata sulla famiglia di Dio e sulla sua missione di cambiare il mondo che sull’adorazione e la lode offerte a Dio. L’esperienza cattolica è diventata orizzontale, e troppo spesso l’elemento verticale è stato non solo dimenticato, ma intenzionalmente assente.

Ora, a cinquant’anni dalla rivoluzione del Concilio Vaticano II, molte comunità cattoliche stanno ristabilendo un po’ di equilibrio e rivalutando le priorità, scoprendo che perché la vita cattolica sia in equilibrio servono sia l’elemento verticale che quello orizzontale. Oltre a questo, verticale e orizzontale sono intrinsecamente collegati quando sono ordinati nel modo giusto.

Il modo migliore di capirlo è ripensare ai due grandi comandamenti di amare Dio e amare il prossimo. Quando è stato interpellato sui comandamenti, Gesù ha detto: “’Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: ‘Amerai il prossimo tuo come te stesso’” (Matteo 22, 37-39). Insegnando questo, Gesù ha stabilito non solo che il rapporto verticale con Dio e quello orizzontale con il prossimo sono entrambi necessari, ma anche che c’è una priorità.