Chiesa

Divorziati-risposati, il cardinale Müller mette un altro punto

In arrivo un libro-intervista: la dottrina non cambia. La misericordia non è venir meno ai comandamenti di Dio

La dottrina della Chiesa sulla famiglia non cambia. In attesa dell’Esortazione apostolica post-sinodale del Papa, è in arrivo il libro-intervista “Informe sobre la esperanza” (Rapporto sulla speranza), del cardinale Gerhard L. Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, scritto con il sacerdote e giornalista spagnolo Carlos Granados, direttore genarale della Bac (Biblioteca de autores cristianos). Il periodico spagnolo pro-life Actuall ne anticipa alcuni stralci, sul tema della famiglia, uno dei quattro capitoli del libro. A tenere banco ancora una volta la comunione ai divorziati-risposati. Il motivo per cui non è possibile dare loro la comunione è “la natura del diritto divino dell’indissolubilità del matrimonio” spiega il cardinale. Che mette anche nero su bianco che al Sinodo si è insistito sul fatto che non è possibile dare la comunione a queste persone: “La misericordia non è mai una rinuncia ai comandamenti di Dio o una giustificazione per sospenderli o invalidarli: ‘Va’ e non peccare più’ dice Gesù all’adultera dopo averla trattata con grande misericordia”.

Su questo esempio, piuttosto, i pastori dovranno “sforzarsi di accogliere i divorziati risposati con delicatezza e cordialità per accompagnarli e integrarli nella vita ordinaria della Chiesa”. A chi obietta che la posizione della Chiesa sulla morale sessuale non sia realistica il cardinale Müller risponde: “Il più grande scandalo che può dare la Chiesa non è che in essa ci siano dei peccatori, ma smettere di chiamare per nome la differenza tra il bene e il male e relativizzarla; smettere di spiegare che cosa è il peccato o pretendere di giustificarlo per una presunta maggior vicinanza e misericordia verso il peccatore”. Il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede sottolinea che in un matrimonio “può fallire la convivenza, le aspettative umane, ma non l’azione di Dio, il sacramento in quanto tale non fallisce”.

Il matrimonio “non è un ideale, un riflesso del mio desiderio, come un bambino che vuole diventare astronauta… gli ideali sono spesso irrealizzabili”. Il matrimonio “è una realtà data da Dio” e il fine del matrimonio “non è solo naturale, ma soprannaturale: la santificazione degli sposi e della vita”. Il cardinale affronta anche l’ideologia gender, richiamando l’espressione efficace di Papa Francesco: “colonizzazione ideologica”. “Si può costruire una società senza rispettare la differenza tra uomo e donna?” chiede il cardinale Muller, secondo cui anche noi, come Adamo ed Eva, vogliamo metterci al posto di Dio e stabilire cosa sia bene e cosa male.