Famiglia

Ho deciso di divorziare e me ne sono pentito

Una testimonianza per aiutare il discernimento

Ho proposto alla mia ex moglie di divorziare da persone civili – senza acrimonia o offese. Le ho chiesto di curare i documenti senza l’aiuto di terzi: un accordo per gli alimenti manipolato, la divisione dei beni e il concordare la custodia e il tempo da condividere con i nostri figli. Era, le ho detto, la cosa più ragionevole, quella più intelligente da fare.

Al colmo del cinismo le ho proposto di restare buoni amici. E lei, stanca, ha acconsentito.

Poi è stato tutto una bugia. Niente può finire bene quando dentro si è rotto qualcosa con un danno irreparabile. Un danno che ha lasciato una conseguenza imprevedibile sulla vita sua e dei nostri figli, trasformando tutti noi in esseri infelici.

Le mie motivazioni? Avevo un’altra relazione, e cercavo di convincermi che era il momento in cui avevo davvero la libertà di scegliere, quando è stato proprio per la mia libertà che ho provocato tutto.

Il mio primo matrimonio è stata un’autentica storia d’amore stroncata dalla mia immaturità e dal mio egoismo. Una storia in cui quello che poteva e avrebbe dovuto essere non è stato perché è intervenuta la mia libertà. La vita mi ha fatto vedere che in quel periodo ho sempre scelto quello che non avrei dovuto.

L’uomo che si sposa rinuncia a tutte le altre donne per la persona scelta, e tuttavia ho scelto di non essere fedele a mia moglie.

Quando ho percepito in lei difetti e limiti, come ne abbiamo tutti, ho scelto di non accettarli.