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Chi ha diviso la Bibbia in capitoli e in versetti?

I testi biblici più antichi nelle lingue originarie non erano divisi così...

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Shutterstock / Pamela D. Maxwell

Come si è arrivati a dividere la Bibbia in capitoli e in versetti? Negli “originali” non c’era separazione tra le parole, né vocali o segni di interpunzione, né titoli che aiutassero a localizzare i passi biblici.

Fin dall’antichità, e soprattutto in ordine alla lettura liturgica, si è vista la necessità di dividere il testo sacro.

Sono stati proposti diversi sistemi, sia tra gli ebrei (“Sedarim”, “Perashiyyot”, “Pesuquim”) che tra i cristiani (“Canoni eusabiani”, da Eusebio di Cesarea), per dividere i Vangeli in 1162 sezioni.

Divisione in capitoli

Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury, che era stato gran cancelliere dell’Università di Parigi, eseguì la divisione dell’Antico e del Nuovo Testamento in capitoli sul testo latino della Vulgata di San Girolamo verso il 1226.

Dalla Vulgata passò al testo della Bibbia ebraica, al testo greco del Nuovo Testamento e alla versione greca dell’Antico Testamento.

Stabilì una divisione in capitoli, più o meno uguali, molto simile a quella che abbiamo nelle nostre Bibbie stampate.

Verso il 1226 i librai di Parigi introdussero questa divisione in capitoli nel testo biblico, dando luogo a quella che si conosce come Bibbia Parigina. Da allora, questa divisione divenne universale.

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