Spiritualità

Come raggiungere l’armonia interiore

Non credo che si possa raggiungere con i propri sforzi ciò che è in realtà un dono sacro

Come raggiungere l’armonia interiore

© Minoru Nitta / Flickr / CC

A volte mi sembra di non dare frutto, di non provare, “in tutte le situazioni della vita, quell’armonia – gradita a Dio – tra i legami affettivi, Dio stesso, il lavoro e il prossimo”. [1]

Questa armonia è un frutto, un dono, è la conseguenza di un determinato stile di vita, di un preciso modo di vivere e amare.

Ritengo che una piena armonia sia possibile soltanto in cielo, e questo mi dà pace. Una piena armonia sarà raggiungibile quando tutto sarà in pace, quando le cose andranno come dovrebbero, e quando non avrò più di cosa preoccuparmi. E potrò riposarmi tra le braccia di Dio.

Non so, qui su questo cammino terreno non vivo in armonia. A volte mi adopero in modo che tutto ciò che faccio venga fatto per amore. In modo che mi possa muovere per amore, offrire me stesso per amore, che possa essere mansueto, e disponibile verso ogni minimo desiderio di Dio per la mia vita. Che possa amare per amore. Un amore fatto per ricevere, a sua volta, tanto amore.

Ci sono situazioni in cui è molto difficile provare pace, mentre si cerca un’armonia tra tutte queste aree della vita. Ma il mio cuore è profondamente ancorato a Dio. Agli uomini, a ciò che faccio, a ciò per cui mi batto. e in tutto ciò che mostra il meglio del mio cuore – e che mi fa ambire a nobili ideali – trovo armonia.

Sí, voglio elevarmi ogni volta che mi rendo conto di essere lo stesso imbranato di sempre. Ogni volta che torno ancora una volta ad avere a che fare col fango della mia vita e che mi rendo conto che Dio realizza un’opera d’arte con la mia anima. Ogni volta che soffro per la mancanza di armonia nel mio cuore, ogni volta in cui la mia immaturità non mi permette di arrendermi a Lui in ogni cosa.

Voglio mantenere lo sguardo di chi sogna vette elevate. Quello sguardo che non disprezza la fragilità, che la prende tra le mani e la consegna, in commozione, a Dio. Sapendo che Lui mi guarda sempre pieno di misericordia. Come il padre della parabola che attende ogni mattina il ritorno di suo figlio.

Non è semplice essere santi. Ma non dipende da me, dai miei sforzi, dalla mia lotta. Dio mi riempie del suo amore, della sua luce, della sua armonia. E mi riempie della sua misericordia, facendo di me una nuova creatura.

Io ho fiducia. Ho fiducia in Dio. Ma non confido nelle mie forze, nella mia santità. San Paolo me lo ricorda e ciò mi commuove: “Dunque, chi si sente sicuro, stia attento a non cadere”.

Sono sempre più convinto di una cosa: la misericordia di Dio sostiene la mia vita. Sono poche le cose di cui ho certezza, e questa è una di quelle.

Disse un sacerdote: “Quando ero giovane ero afflitto dalle mie debolezze. Ora sono come delle finestre che fanno entrare la misericordia di Dio nella mia vita. È in queste miserie che brilla la misericordia di Dio. Mi portano a essere più umile”.

Le sue parole mi hanno toccato. Non mi ritengo certo di nulla. Non credo che io possa ottenere con i miei sforzi ciò che è in realtà un dono sacro.

A volte cerchiamo certezze. Tante persone vengono da me in cerca di certezze. In cerca di cammini sicuri in un mondo insicuro, in movimento, instabile. In cerca di una roccia su cui costruire la propria vita.

A volte siamo ossessionati con la sicurezza degli uomini, con un’armonia che possiamo solo desiderare.

Voglio dire a Dio quello che ha detto Mosè il giorno in cui era in ginocchio davanti al roveto ardente: “Eccomi”. Lo ha detto consapevole della miseria della sua vita. Come avrebbe potuto salvare un intero popolo di schiavi? Come avrebbe potuto liberarlo da un altro popolo così potente?

La piccolezza della sua vita quel giorno fu toccata su quella terra santa. Disse in cuor suo: “Eccomi, Signore, per fare la tua volontà”. E la fece. Ogni giorno della sua vita ha seguito i passi di Dio. Si inginocchiò, ascoltò e agì. Prese per le mani la propria incapacità e la consegnò a Dio, che poté costruire molto partendo da quel fango.

Questo è ciò che conta. L’atteggiamento fiducioso che hanno i bambini. Nello stesso modo oggi io confido in questa misericordia, che mi sostiene. E dico sì a Dio. Dio, io credo. Credo in te.

[1] J. Kentenich, Santidad ahora

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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