Papa

“Caro Papa…se potessi fare un miracolo cosa faresti?”

I bambini di tutto il mondo scrivono a Francesco. E il pontefice risponde ai loro dubbi

Pope Francis blesses children

© ANTOINE MEKARY / ALETEIA

Papa Francesco risponde ai bambini di tutto il mondo che gli scrivono. Le sue risposte sono raccolte nel volume curato dal gesuita Antonio Spadaro che ha come titolo ‘L’amore prima del mondo‘ (Rizzoli) (Corriere della Sera, 23 febbraio).

Le richieste dei bambini sono state raccolte durante tutto l’anno negli istituti che i gesuiti hanno nell’intero pianeta e, lo scorso agosto, Spadaro le ha presentate al Santo Padre, scrivendo le sue reazioni e le sue risposte. Nel volume sono raccolte 35 lettere scelte tra le migliaia di missive spedite da tutto il mondo ed anche alcuni disegni fatti dai bambini delle scuole (La Stampa, 24 febbraio). Ecco 7 risposte, tra le più significative, del Santo Padre.

“TUA MAMMA E’ IN CIELO E TI GUARDA SEMPRE”

Luca, australiano, 7 anni: «Dear Pope Francis, my Mum is in heaven. Will she grow angel wings?» «No, no, no! Tua mamma sta in cielo bella, splendida, piena di luce. Non le sono cresciute le ali. È proprio la mamma che tu conosci ma più bella che mai e ti guarda sempre e sorride, è piena di affetto per te».

“GESU’ NON AFFONDA MAI!”

Natasha, dal Kenya, 8 anni, disegna un mare con dentro pesci che nuotano allineati come soldatini e sopra Gesù con una pesante corona in testa e chiede come fa a camminare sull’acqua, papa Francesco risponde «Gesù è Dio e Dio non affonda mai, sai?».

“LA SCELTA PIU’ DIFFICILE? MANDAR VIA QUALCUNO”

Tom, Regno Unito, 8 anni, disegna un punto interrogativo e un Papa molto pensieroso, buio: «Qual è stata la tua scelta più difficile caro Papa?» «Mandar via qualcuno da un compito di responsabilità. Io amo fidarmi della gente, ma a volte bisogna farlo».

“GUARIREI TUTTI I BAMBINI”

William dagli Usa chiede quale miracolo farebbe se potesse farne uno: «Guarirei tutti i bambini. Non sono ancora riuscito a capire perché i bambini soffrono. Per me è un mistero. Gesù ha pianto e piangendo ha capito i nostri drammi. Io cerco di capire. La mia risposta al dolore dei bambini è il silenzio oppure una parola che nasce dalle mie lacrime. Non ho paura di piangere. Non devi averla neanche tu».

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“IL CALCIO E’ BELLO SE C’E’ SPIRITO DI SQUADRA”

«Caro Papa Francesco, perché ti piace giocare a calcio? Ti auguro buona salute!» scrive Wing (Cina, 8 anni). «Caro Wing, mi piace molto il calcio – risponde il Papa – Io non ho mai giocato partite serie perché non ho mai imparato bene la tecnica del gioco. Il mio piede non è agile. Ma mi piace tanto vedere giocare le squadre sul campo. Sai perché? Perché vedo che è un gioco di squadra, di solidarietà. Mi appassiono nel vedere una partita. Se un giocatore vuole giocare da solo perde, e poi non è amato dai suoi compagni di squadra. Si gioca bene al calcio quando si gioca insieme, quando si fa gioco di squadra e si cerca il bene di tutti senza pensare al bene personale o a mettersi in mostra».

“MI PIACE BALLARE IL TANGO”

«Caro Papa Francesco, quando eri un bambino, ti piaceva ballare?» domanda Prajla (Albania, 6 anni). «Tanto, cara Prajla! Ma proprio tanto tanto! – è la risposta di Papa Francesco – Mi piaceva stare insieme con altri bambini, giocare, fare la ronda, ma anche ballare le nostre danze tipiche dell’Argentina. Mi divertivo molto. Poi da ragazzo mi piaceva ballare il tango. Mi piace tanto il tango. Vedi, ballare è esprimere la gioia, l’ allegria. Quando uno è triste non può ballare!».

“BISOGNA PARLARE MALE DELLA GUERRA!”

Michael, dalla Nigeria, chiede al Papa: «Come puoi risolvere i conflitti nel mondo?», e Francesco risponde: «Bisogna aiutare le persone di buona volontà a parlar male della guerra. Io non posso risolvere i conflitti del mondo, ma tu e io possiamo provare a fare di questa terra un mondo migliore. Bisogna convincere tutti che il modo migliore di vincere una guerra è non farla. Non è facile, lo so. Ma io ci provo. Provaci anche tu».

Molly Holzschlag

Gelsomino Del Guercio

Digital journalist & blogger. Irpino trapiantato a Roma, scrive e ha scritto su L'Espresso, L'Huffington Post, Il Mattino, Lettera43. Ama viaggiare. Le sue mete preferite, Londra e la Scozia.