Santi e beati

Come 17 santi hanno combattuto il demonio e hanno vissuto abbastanza da raccontarlo

Paul Thigpen parla del suo nuovo libro: "Saints Who Battled Satan"

France, Paris, Snake symbolising temptation.

La Scrittura, l’insegnamento della Chiesa e gli scritti dei Padri e dei Dottori della Chiesa affermano l’esistenza del Diavolo e di altri demoni. Lo stesso fanno le vite dei santi, e un nuovo libro del dottor Paul Thigpen, intitolato Saints Who Battled Satan, si concentra su 17 di loro – uomini e donne santi le cui battaglie con le forze demoniache offrono lezioni e incoraggiamento per i cristiani di oggi.

Thigpen, editore di TAN Books, ha pubblicato più di 40 libri e centinaia di articoli per giornali e riviste. Laureato all’Università di Yale, ha conseguito un dottorato presso la Emory University e ha lavorato in vari college e università.

Già pastore protestante ordinato, Thigpen è entrato nella Chiesa cattolica nel 1993. Di recente ha parlato con Aleteia di Saints Who Battled Satan, seguito del suo libro Manual for Spiritual Warfare.

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Molti santi hanno lottato con il demonio, o lo hanno affrontato in qualche modo. Come ha scelto le storie dei santi da mettere in luce?

Non è stato facile, ma vari fattori hanno influito sulla decisione. In primo luogo, per sottolineare l’universalità del combattimento spirituale volevo includere santi di varie culture e diversi periodi storici. I santi che ho scelto provengono da due dozzine di Paesi di Asia, Africa, Europa, America settentrionale e meridionale. Rappresentano ogni secolo dall’epoca di Nostro Signore, tranne nel caso dell’attuale XXI secolo.

Un secondo fattore è stata la mia preoccupazione per il fatto di avere storie e citazioni che illustrassero i principi proposti nel mio libro precedente, Manual for Spiritual Warfare. Volevo che i lettori incontrassero uomini e donne reali che hanno sperimentato sia l’attività ordinaria che quella straordinaria del Demonio, di modo che potessero vedere più chiaramente come ci tenta, ci deride e ci provoca. Volevo anche che i lettori vedessero come i santi abbiano impiegato armi spirituali come la preghiera, la Scrittura, i sacramenti e i sacramentali; come le loro virtù siano servite da armatura spirituale e come abbiano invocato l’assistenza del loro Comandante, Gesù Cristo, e dei loro compagni di battaglia: i santi che li avevano preceduti, soprattutto la Madonna, gli angeli e gli altri cristiani sulla terra.

Un fattore finale è stata ovviamente la disponibilità di informazioni biografiche rilevanti. Per ciascun santo, dovevo avere accesso a testi che fornissero abbastanza informazioni per redigere un intero capitolo. E anche così, visto che c’erano brevi aneddoti e brevi citazioni di altri santi troppo validi per essere lasciati fuori, ho aggiunto delle sezioni supplementari.

Ci può parlare di un paio dei modi più comuni in cui Satana ci tenta o ci importuna?

In genere possiamo discernere che un pensiero ci viene dall’esterno quando arriva attraverso i nostri sensi: lo vediamo (forse leggiamo) o lo ascoltiamo. Ma i demoni non hanno corpo, per cui possono comunicare i pensieri direttamente nella nostra mente, bypassando i sensi. È un tipo di strategia furtiva, perché se non stiamo discernendo possiamo pensare che i pensieri che insinuano nella nostra mente siano davvero nostri.

Generalmente Satana cerca di influenzarci attraverso la delusione, le accuse, i dubbi (soprattutto su Dio e sul Suo amore per noi), la provocazione (all’orgoglio, alla rabbia, alla concupiscenza, alla disperazione…) e l’attrazione (desiderare ciò che è proibito, o desidera ciò che in sé è positivo ma verrebbe ottenuto con mezzi illeciti).

C’è un santo che spicca per un modo insolito o innovativo di affrontare Satana?

Ricordo come un giorno il Diavolo abbia cercato di tentare San Benedetto al desiderio. Lo spirito malvagio gli ha fatto ricordare una donna attraente che conosceva una volta, e il ricordo ha iniziato a infiammare il suo cuore. Benedetto è stato quasi sopraffatto dalla passione. Giusto in tempo, ha visto un boschetto vicino pieno di ortiche e rose canine, e allora si è tolto l’abito e si è buttato nudo in mezzo alle spine. Ci si è rotolato finché il suo corpo non è stato tutto graffiato – e la tentazione era sparita.

Ci sono dei santi a cui dovremmo rivolgerci per certi tipi di tentazione o di problemi? Può farci qualche esempio al riguardo?

La tradizione cattolica ci incoraggia a chiedere assistenza ai santi che hanno combattuto battaglie simili alle nostre. Quando siamo tentati dal desiderio, quindi, sceglierei San Benedetto, quando siamo provocati dalla rabbia ricorrerei a San Girolamo, quando lottiamo con la vanagloria a Sant’Ignazio di Loyola, con lo scoraggiamento Santa Teresa d’Avila, con la disperazione Padre Pio e così via.

Se potesse mettere insieme un “kit spirituale” e inviarlo alle persone perché possano combattere Satana e tenerlo lontano, cosa ci metterebbe?

Penso che sia proprio quello che avevo in mente quando ho scritto Manual for Spiritual Warfare, che offre una visione dell’insegnamento della Chiesa su come ingaggiamo il combattimento spirituale e alcuni “aiuti in battaglia” provenienti dalla tradizione della Chiesa: importanti insegnamenti magisteriali, testi scritturali, parole e aneddoti dalle vite dei santi, preghiere, devozioni e inni.

Quali sono le virtù più importanti per tenere a bada il male, e come le usiamo, in modi pratici, per proteggerci?

Fin dai tempi antichi, una serie di saggi consiglieri spirituali cristiani ha affermato che l’umiltà è alla base delle virtù. È il terreno su cui crescono tutte le altre virtù, e quindi sottolineerei questa al di sopra di tutte le altre.

Come esempio pratico di come l’umiltà possa proteggerci dalle insidie del Diavolo, prendete la storia raccontata tra gli antichi Padri e Madri del deserto su un umile monaco che una volta stava pregando nella sua cella. Il Diavolo gli apparve camuffato da angelo della luce per tentarlo all’orgoglio. Annunciò: “Sono l’angelo Gabriele, e sono stato mandato da te!” Ma l’umile monaco non si lasciò ingannare, e replicò semplicemente: “Sarebbe meglio controllare: devi essere stato mandato da qualcun altro. Io non sono degno che un angelo venga inviato a me”. E così il Diavolo svanì – sconfitto dall’umiltà del monaco.

Perché Satana sembra importunare alcune persone più di altre?

Una tendenza che ho notato nella vita dei santi è questa: se il Diavolo teme che qualcuno possa fare un grande danno al suo regno infernale, perseguita furiosamente quella persona. Quando Sant’Antonio ha dimostrato la sua risoluzione a vivere come un santo eremita nel deserto, quando Santa Caterina si è consacrata a Cristo da bambina, quando Padre Pio è entrato nell’Ordine cappuccino – è allora che il Nemico delle loro anime ha fatto del suo meglio per fermarlo. Sapeva di poter ostacolare questi uomini e queste donne, di poter compromettere le grandi opere che Dio aveva affidato loro.

Penso che sapere questo dovrebbe confortarci. Se il Diavolo si oppone fieramente a noi, forse significa che Dio ha in serbo grandi progetti per noi. Dall’altro lato, dovremmo tenere a mente l’avvertimento di San Giovanni Maria Vianney: “Il più grande di tutti i mali non è essere tentati, perché allora ci sono motivi per credere che il Diavolo ci consideri sua proprietà”.

Come possiamo sapere cosa deriva da Satana e cosa no? Come possiamo evitare di diventare paranoici e di concentrarci troppo sul male?

La Scrittura parla di battaglie in atto con il mondo, la carne e il Diavolo (cfr. Gc 4, 1-7). È vero che a volte le nostre battaglie con la carne e il mondo possono non essere provocate direttamente dall’interferenza del Diavolo, ma questi approfitta di tali lotte e cerca di stabilire una presenza più forte nella nostra vita attraverso di loro. Per questo, dobbiamo fare molta attenzione ai suoi movimenti.

Penso che se possiamo stabilire l’abitudine di riconoscere la fonte dei nostri pensieri, la parte più importante della battaglia sarà vinta. Quel tipo di discernimento si coltiva attraverso le discipline spirituali usuali raccomandate dalla Chiesa: preghiera frequente, assistere alla Messa e all’Adorazione Eucaristica; ricezione regolare dei sacramenti (soprattutto l’Eucaristia e la Riconciliazione); studio (e anche memorizzazione) della Scrittura e saggi consigli da persone di fiducia.

Un altro trend che ho notato nella vita dei santi è il loro notevole rifiuto di diventare paranoici circa il Nemico. Riuscivano a mantenere fiducia e coraggio perché erano convinti, come ci dice San Giovanni, che il Dio dentro di noi è più grande del Maligno che è nel mondo (cfr. 1 Gv 4, 4). Anche se prendevano sul serio il Diavolo, mostravano anche una sorta di santo disprezzo nei suoi confronti, perché sapevano che alla fin fine è un antagonista sconfitto.

Per questo motivo, nonostante alcuni combattimenti intensi e fisicamente violenti, alcuni santi avevano ideato dei soprannomi scherzosi per lo spirito maligno che li tormentava. Santa Caterina lo chiamava “il ladro” (perché cercava di rubare le anime), San Pio l’“orco”. Santa Gemma Galgani lo chiamava “chiappino” (scassinatore), San Giovanni Maria Vianney “grappin” (lottatore). “Oh, il lottatore ed io?”, scherzò una volta. “Siamo quasi amici!”

Quale pensa che sia il modo migliore per convincere qualcuno che Satana esiste ed è “operativo”?

Quando si parla con le persone secolarizzate, farei loro considerare in primo luogo le tante prove rappresentate da testimonianze confermate. Nel corso della storia, persone di culture ampiamente diverse in tutto il mondo hanno affermato la realtà degli spiriti maligni – anche quando non erano d’accordo sulla maggior parte delle altre realtà spirituali. Anche molti dei nostri contemporanei, che in base a ogni standard ragionevole sono intelligenti e nel pieno delle loro facoltà, hanno testimoniato di aver avuto incontri con forze demoniache. È una sorta di testimonianza universale.

Non c’è dubbio sul fatto che alcuni tipi di malattie fisiche e mentali siano stati attribuiti erroneamente ai demoni, oggi come in passato, né si può negare che abbondino superstizioni e leggende sugli spiriti maligni, ma queste idee fuorvianti sul Diavolo non provano in sé che non esista, come le antiche convinzioni circa una terra piatta non provano che il nostro pianeta non esista.

Gli scettici possono chiedere prove “scientifiche”, ma che tipo di prove rilevanti potrebbero misurare gli scienziati? Le scienze naturali misurano il tempo, la materia,l’energia e il moto; le scienze sociali analizzano il comportamento umano. I demoni non hanno corpi fisici, e non sono umani. Non possiamo metterli in provetta e sottoporli a psicanalisi.

Il massimo che possono fare gli scienziati è osservare gli effetti dei demoni sul mondo fisico o sul comportamento umano, ma la mentalità prevalente tra gli scienziati li esorterà a cercare altre spiegazioni a tali fenomeni, anche quando queste spiegazioni sono del tutto inadeguate.

Quando si parla con i cattolici, mi appellerei ai numerosi passi della Bibbia che testimoniano l’esistenza del Diavolo e dei suoi alleati malvagi. I racconti evangelici, in particolare, registrano che Gesù stesso ha parlato con Satana.
La discussione di Nostro Signore con il Diavolo non è stata semplicemente un dialogo interno con se stesso sulla tentazione.

Cristo si è riferito ai demoni in una serie di occasioni, e cacciare gli spiriti maligni da coloro che erano posseduti era un aspetto indispensabile della sua missione. Ovviamente, alcuni interpreti hanno affermato che quando Cristo cacciava gli spiriti stava semplicemente guardando un disordine fisico o mentale frainteso come possessione demoniaca. Ma dobbiamo solo replicare che almeno in un’occasione, su ordine di Cristo, i demoni hanno lasciato il loro “ospite” umano per prendere possesso degli animali. Non si può passare un disordine medico da un uomo a un maiale.

La realtà dei poteri demoniaci è stata una dottrina costante della Chiesa cattolica da quando è stata fondata da Cristo attraverso i suoi apostoli. Loro e i loro successori hanno ripetutamente parlato e scritto di Satana. Nel corso dei secoli, i grandi maestri della Chiesa hanno affermato che è reale.

L’esistenza di Satana è stata anche affermata in dichiarazioni autorevoli di papi e concili ecclesiali, e ci si riferisce ad essa nella liturgia della Chiesa. E come dimostra questo libro, nel corso dei secoli numerosi santi, la cui integrità morale e salute mentale potrebbero essere difficilmente discusse, hanno testimoniato battaglie personali con aggressori demoniaci.

Alla luce di tutto questo, negare l’esistenza degli spiriti maligni mi sembra un atto di fede cieca o pio desiderio nonostante la schiacciante evidenza del contrario.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]