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Il Papa: “Fratello, finalmente!”. Kirill: “Ora le cose sono più facili”

Un abbraccio storico atteso da quasi 1000 anni

Francesco e Kirill si sono abbracciati e baciati. Il primo incontro è avvenuto sulla soglia della stanza rivestita di legno scuro, all’aeroporto dell’Avana, in una giornata di sole. È avvenuto lontano dall’Europa e dalle sue divisioni, in un isola che è un crocevia e un simbolo.

«Hermano, hermano, fratello, fratello, somos hermanos – ha detto Bergoglio di fronte a Kirill -finalmente!». Il Pontefice e il Patriarca si sono seduti su due grandi poltrone rivestite di stoffa bianca, la scena era sovrastata da un crocifisso di legno. «Ora le cose sono più facili», ha detto Kirill. «È più chiaro che è la volontà di Dio» ha replicato il Papa.

È così iniziato il colloquio: oltre ai due leader e ai due rispettivi interpreti al colloquio privato sono presenti il cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, e il metropolita Hilarion, «ministro degli Esteri» del patriarcato di Mosca.

Al termine dell’incontro è previsto che il Papa e il Patriarca raggiungano un’altra sala vicina, dove li aspetta il presidente cubano Raul Castro. Lì avverrà la firma di una lunga e articolata dichiarazione congiunta e poi sia Kirill che Francesco terranno due brevi discorsi, prima di salutarsi perché Bergoglio possa ripartire alla volta di Città del Messico con altre tre ore di volo.