Stile di vita

Massimiliano Rosolino: senza Dio sarebbe il vuoto più totale

Il campione di nuoto parla del suo rapporto con la fede

Massimiliano Rosolino: senza Dio sarebbe il vuoto più totale

© Public Domain

Per Massimiliano Rosolino, che dal 1995 al 2008 è stato 14 volte campione europeo e “medagliato” in altro 60 occasioni, la piscina è stata sempre l’habitat naturale per restare in armonia con se stesso. Ma il campione napoletano sa perfettamente che da solo l’uomo può fare ben poco se non è accompagnato da una forza interiore che in ogni momento continua a supportarlo.

“Ho sempre creduto a qualcuno di superiore che ci osserva e che ci guida in tutte le nostre azioni. Altrimenti sarebbe il vuoto più totale”, ha raccontato in una intervista A Sua Immagine (13 settembre). Padre di due splendide bambine e vincitore del reality on the road di RaiDue “Pechino Express”, ha confessato di avere con il Signore “da sempre un cordone ombelicale, sia nei momenti felici che in quelli maggiormente difficili. Quando sono diventato padre ho alzato gli occhi al cielo e l’ho ringraziato con intensità”.

“Credo che occorra legare la fede a qualcosa di positivo non sempre ad una singola richiesta”, rincara il campione nei 200 metri misti, oro olimpico a Sydney 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001. “E poi mi piace pregare molto di più per gli altri che per me stesso. In particolare per amici e parenti che stanno male o hanno qualche problema”.

Impegnato da sempre in vari progetti e attività che riguardano i giovani, come l’associazione no profit “Mille culture” che cerca di avvicinare i ragazzi in difficoltà allo sport togliendoli dalle strade, Rosolino incoraggia sempre tutti “a darsi una mossa, a non aspettare che le cose arrivino”, e soprattutto “a non abbattersi”. “Perdere mi ha rafforzato tanto. L’amaro in bocca fa crescere molto più del dolce”.

Xavier Borderie

Mirko Testa

Immigrato digitale, classe '78. Venuto al mondo a due passi dalla Cattedrale di San Giovanni, si laurea a Roma in storia economica e sociale del Medioevo. Dopo la passione bruciante per gli studi polverosi, abbandona le pergamene del '300 per il taccuino. Da sempre pendolare immobile, studia il tedesco per leggere Rilke, l'inglese per Keats, ma sogna di poter gustare la poesia haiku e i versi raffinati di Nizar Qabbani. Comincia a scalciare nella rivista statunitense Inside the Vatican, cura la traduzione di alcuni pamphlet e i contenuti del sito web dell'Acton Institute, fa qualche comparsata sulle pagine culturali de L'Occidentale e guida per sette anni l'edizione italiana dell'agenzia ZENIT. Ad Aleteia, è editor per l'italiano. Nel tempo libero incrocia i guantoni, suona il blues e impara a fare il padre.
Pubblicità
Pubblicità
LOADING...